di Filippo Cossetti
Eh sì… questa è l’affermazione che sento spessissimo quando parlo con gli imprenditori.
Fai parte anche tu del team? ;o)
In realtà la banca ha un po’ la stessa “resistenze” che avremmo noi se ci proponessero non 1, non 2, non 3… ma molte iniziative “vincenti”… tutte insieme, tutte apparentemente fantastiche… e tutte “sicuramente” di successo.
Ecco le reazioni:
… e probabilmente un rifiuto sarebbe la conclusione più ovvia (non tanto per la bontà dell’iniziativa… ma per la “naturale chiusura” che solitamente abbiamo verso tutte queste forme di “autocelebrazione”).
Se poi, a questa prima “barriera” aggiungiamo tutti i lacci & lacciuoli che il sistema bancario italiano utilizza nell’approccio e nella valutazione di una realtà non ancora a mercato (ma con numeri “prospettici” molto interessanti…), allora il cerchio si chiude.
In altri termini…. aggiungiamo a…
– diffidenza
– scetticismo
– confusione…
Anche i “classici ” ostacoli del nostro sistema creditizio:
– richiesta di garanzie
– richiesta di una “storia”, fatta di numeri, fatturato e clienti
– mancanza di risultati reali che rendano “sicuro” l’intervento della banca (…e per sicuro intendo: garanzia che il prestito fatto venga interamente restituito)
Ora, parliamoci chiaro: non mi piace puntare il dito sulle cose che “non vanno” (… restando fermo ad aspettare che qualcosa o qualcuno cambi “il sistema”)
In altri termini: le banche funzionano così da sempre… e così sarà (probabilmente) anche in futuro.
Quello che invece possiamo fare è… spostare l’attenzione alle cose sulle quali possiamo realmente agire
Ce ne sono diverse… comincia daqui…
Ma tornando a noi…
Qual’è il primo passo?
Che cosa che possiamo cambiare?
Qual’è la situazione nella quale abbiamo realmente potere?
E’ il modo in cui ci proponiamo!
Si, il nostro atteggiamento rappresenta la nostra la nostra “prima barriera”, quella legata alla “supponenza” e alla certezza ostentata (in un mondo dove, di certo, c’è solo che 2 aziende su 3 chiudono entro i primi 12 mesi…!)
Dunque, il primo vero passo è quello di SCEGLIERE un progetto (e non presentarli tutti… anche se li abbiamo) e analizzare tutte le cose che possiamo fare per renderlo meno “intangibile”
Sostituendo “sento che sarà un successo”, con “ho fatto un’analisi dettagliata del mercato e dei competitors”
Sostituendo “stai tranquillo, so quello che faccio”, con “queste sono le mie competenze, i miei risultati passati, i miei successi” ( e le mie sconfitte, importanti anche quelle… se sono servite da lezione)
Sostituendo “mi servono soldi altrimenti non vado avanti”, con “con o senza i tuoi soldi, il mio progetto lo realizzo comunque… in questo, in questo… e in quest’altro modo!”
Ora, con questi presupposti probabilmente la banca vi dirà ancora di no…. (pazienza) ma questo primo passo rappresenta un ottimo inizio per una campagna vincente di crowdfunding.
A presto!
Filippo

Imprenditore e Docente Accademico in ambito Finance & Fundraising, PhD in Finanza e CEO di una delle prime piattaforme autorizzate di Equity Crowdfunding in Italia.
Da più di 15 anni lavoro nel mondo della finanza d’impresa, principalmente in tre a
mbiti legati alla Finanza Alternativa:
Crowdfunding, Angel Investors, Mercati Valutari.
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